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ACETATO
Fibra derivata dalla cellulosa, utilizzata in mischia con cotone, seta, viscosa, di mano morbida, elastica e ingualcibile, può essere lucida od opaca.
ACRILICO
Fibra sintetica derivata dall'acrilonitrile, usata sotto forma di fiocco, anche mista a lana o cotone, di facile manutenzione, irrestringibile, coibente morbida e leggera, di mano lanosa e calda.
ANGORA
Località della Turchia che ha dato il nome alle capre d'Angora che producono un pelo lanoso, soffice, fine lungo e lucente detto mohair. Con il termine angora o lana d'Angora si indica invece, il pelo del coniglio d'Angora che viene raccolto tramite pettinatura sull'animale. Con Angora si indica anche il tessuto fabbricato con pelo di coniglio d'Angora, caratterizzato da una superficie pelosa e da una grande morbidezza.
BODY
Indumento intimo realizzato in maglia elasticizzata che unisce in un unico pezzo maglietta e mutandine. Oggi è diventato anche capo esterno in quanto la parte superiore può avere la foggia di una maglietta esterna o di una camicia.
CALZAMAGLIA
Letteralmente calza e maglia in un unico pezzo. Può avere il piede oppure no e le maniche lunghe. Fu indossata per la prima volta da un trapezista francese di nome Jules Leotard e da allora fu usata da atleti e ballerini. La moda ne ha fatto un capo da indossare, oltre che per la ginnastica, anche in occasioni diverse modificandone via via la foggia, i colori e i materiali.
CALZE
Nate per un uso solamente pratico, che era quello di proteggersi dal freddo, le calze hanno subito nei secoli le trasformazioni più varie. Inizialmente erano di stoffa, poi realizzate a mano con i ferri, finché nel 1589 William Loce inventò la macchina per fare la maglia. Furono quasi sempre in lana, cotone e seta fino all'arrivo del nylon dopo la prima guerra mondiale. Le calze di nylon furono prodotte industrialmente verso il 1940, avevano un colore carne naturale, un diverso spessore classificato secondo i denari, (unità di misura ancora oggi usata per definire il peso della seta e del nylon), la cucitura centrale dietro e la staffa sulla caviglia. L'evoluzione tecnologica ha poi permesso di eliminare la cucitura realizzando una calza in un unico pezzo, perfettamente aderente e sufficientemente elastica. L'avvento del collant, negli anni '60 ha un po' soppiantato la calza singola sorretta dal reggicalze o dalla giarrettiera. Con proposte fantasiose di colori, disegni e pizzi la moda ha modificato quindi anche l'aspetto delle gambe che con la calza tornano via via ad essere valorizzate o nascoste.
CASHMERE
Anche: CASIMIR, CASIMIRRO, CASHMERE (inglese), CACHEMIRE (francese). In origine indicava un particolare scialle fabbricato in India con la lana della capra del Cascmir Originaria dell'India del nord, provincia di Kashmir. Viene allevata in Tibet, Cina, Mongolia, Iran; gli animali di quest'ultima nazione producono cashmere più ordinario e quindi meno pregiato di quello cinese e mongoliano, di straordinaria leggerezza e morbidezza, con disegni complessi ed elaborati. Oggi, può intendere un tessuto fabbricato tutto o in parte con lana cascmir, oppure con lana e altre fibre, che però imita nei disegni, nella morbidezza, nella leggerezza i famosi scialli indiani.
CHIFFON
Il più fine e leggero tessuto che esista (gr. 40-50 al metro), di seta o altre fibre finissime, in filati molto ritorti e sottili, trasparente come un velo, per abbigliamento femminile.
COLLANT
Nato negli anni '60, nel giro di un decennio, ha soppiantato l'uso delle calze normali da parte delle donne. Infatti veste dai piedi fino al punto vita ed è realizzato in fibra elasticizzata che segue comodamente la linea del corpo. Viene prodotto in varie pesantezze e colori, con ricami, pizzi e disegni stampati.
COTONE
Dall'arabo Katun (parte delle terre conquistate), dopo il lino e la lana è la fibra tessile più antica. I cotoni si classificano a seconda del titolo, mentre la lunghezza della fibra ne determina la qualità: più è lunga, più il cotone è lucente, resistente e pregiato. La lunghezza della fibra, cioè il taglio, può misurare da meno di 20 a più di 40 millimetri. La varietà chiamata Superfine St. Vincent raggiunge i 50 e 60 millimetri. Una maglia di Filo di Scozia , utilizza cotoni finissimi, pettinati e ritorti, garantendo brillantezza e resistenza. La fibra di cotone non è elettrostatica, non infeltrisce, ha altissima igroscopicità, per cui assorbe la traspirazione , non irrita la pelle, non produce allergie e si può stirare ad alte temperature. La mercerizzazione con sostanze alcaline aumenta la brillantezza e la non restringibilità; la sanforizzazione rende il tessuto irrestringibile e l'indantren assicura la permanenza dei colori.
COTONE GASATO
Tipo di filato di cotone che ha subito una lavorazione industriale atta a migliorare le sue caratteristiche.
COTONE IDROFILO
O lana di cotone, è un tipo di cotone posto in commercio dopo essere stato sottoposto a cardatura ed a procedimenti chimici come il candeggio rendendolo atto all'assorbimento dell'acqua.
COTONE MERCERIZZATO
Filato di cotone che subisce un trattamento con bagno di soda caustica.
DTEX
Titolazione universale corrispondente a 0,1 Tex. Il titolo Decitex (Dtex) indica il peso in grammi di 10000 metri di filato o bava. Questo metodo viene usato per bave o filati multibava. Ad esempio, Dtex 1 significa che 10.000 metri pesano 1 grammo (bava).
DAMASCO
Tessuto operato in genere monocromatico con disegni lucidi su fondo opaco, a motivi regolari geometrici o floreali.
DECATISSAGGIO: (O DECATIZZO)
Operazione di finissaggio delle stoffe, specialmente di lana, compiuta al termine del ciclo di rifinitura, per attenuare l'eccesso di brillantezza impartita dalla calandratura e pressatura, per fissarne nel contempo questa qualità e somministrare un certo grado di umidità al tessuto in modo da ravvivare le fibre e stabilire definitivamente le dimensioni della stoffa
DENARO
Misura di peso per la titolazione ponderale o diretta. Corrispondente a gr. 0,05.
DENIM
Il tessuto dei jeans, da lavoro, ad armatura diagonale, inizialmente solo di color indigo, proveniente dalla regione di Nimes (da cui il nome).
ELASTAM
Fibra sintetica elastomerica a bava continua costituita per almeno l'85% della massa da poliuretano segmentato.
ELASTICO
Conosciuto da tutti come un nastro costituito di fili di cotone, o altra fibra, e fili di gomma. Può dirsi anche di qualsiasi tessuto o filato che abbia una certa elasticità dovuta al tipo di lavorazione o all'inserimento di fili elastici. Tali tessuti hanno avuto una fortuna particolare negli ultimi anni grazie alla moda stretch.
ELASTOMERO
Fibra da poliuretano, con filamenti estremamente allungabili.
FIBRE NATURALE
Sono le fibre tratte da materiali esistenti in natura e utilizzate mediante lavorazioni meccaniche, ma senza modificarne la struttura. Sono di origine vegetale (cotone, canapa, juta, ramiè, sisal, cocco, ginestra, ibisco), animale ( lana, angora, alpaca, cachemire, cammello, mohair, lama, vicuna, ecc.) o minerale ( amianto vetro tessile, fili metallici.).
FILATO
Un insieme di fibre tessili ritorte che danno origine a un corpo continuo, lungo, sottile, resistente, atto a poter essere opportunamente intrecciato per produrre tessuti. Il filato si ottiene dalle fibre tessili, che possono essere di origine animale, come la seta e la lana, o vegetale, come il cotone e il lino. Le fibre chimiche si dividono a loro volta in artificiali, come il raion, e in sintetiche, come il poliammide e il poliestere.
FILO DI SCOZIA
Filato di cotone pettinato, gasato e mercerizzato (di aspetto Serico).
FINEZZA (GAUGE)
In Maglieria è il numero di aghi per unità di lunghezza. Termine che indica la dimensione del punto maglia, più è grande il valore minore è la dimensione della maglia. Questo valore viene determinato dal numero di aghi presenti in un certo "campo": nella maglieria circolare è il numero degli aghi in 1 pollice (1 inch = 2,54 cm).
FINISSAGGIO
Serie di operazioni che migliorano le caratteristiche di un tessuto (Gasatura, Cimatura, Garzatura, Follatura, Calandratura, antipiega, antifiamma, Sanforizzazione, Tollatura, Marezzatura, ecc).
GARZATURA
Operazione di sollevamento superficiale delle fibre di un tessuto o filato per renderlo peloso. Questo processo consiste nel far passare il tessuto fra due cilindri ruotanti in senso inverso, muniti di punte sottilissime e flessibili di metallo. Si solleva così sulla superficie del tessuto una folta peluria, orientata per la lunghezza della pezza, in un unico senso. Si producono così flanelle, felpe, velour, stoffe per plaid, loden, ecc. E' un operazione, riservata ai tessuti di lana per uso esterno, con la quale si produce una specie di peluria direzionata, per renderli più impermeabili; il Beaver loden è per l'appunto un tessuto garzato. Si ottiene facendo scorrere il tessuto sotto cilindri girevoli rivestiti di punte metalliche, che sollevano le fibre del filato formando la peluria. Fino a qualche anno fa e ancora oggi in poche fabbriche con produzione di alta qualità, al posto dei cilindri metallici si inseriscono cardi vegetali, piante caratterizzate da un alto numero di piccoli uncini naturali.
GASATURA
Bruciatura della peluria superficiale di un filato ritorto per migliorarne l'aspetto. Consiste nel far passare velocemente il tessuto su una piastra metallica molto calda o su fiammelle a gas (da qui il nome del processo) con lo scopo di eliminare la peluria superficiale dei tessuti e renderli lisci e lucenti. Questo processo è usato soprattutto per i tessuti di seta e cotone.
H.B: (HIGH BULK)
Dicesi di filati ad alta voluminosità, costituiti da fibre stabilizzate e fibre retraibili che contraendosi in acqua o vapore, costringe la fibra normale ad inarcarsi, per cui tutto il filato si rigonfia.
INTERLOCK
Tessuto a maglia, variante del jersey, presenta minore estensibilità, quindi più adatto al taglio. Tessuto a maglia in trama realizzato su macchine bifrontura dove due serie di aghi lavorano in posizioni opposte e precisamente a "maglie incrociate". è una variante del jersey, ma presenta minore estendibilità e quindi è più adatto ad essere tagliato.
LANA
L’insieme dei filamenti o peli del vello della pecora e di altri animali lanuti. Può essere agnellina (dagli agnelli), MATRICINA (da pecore che hanno già figliato), DI TOSA (ricavata mediante la tosatura), DI CONCIA (da pecore macellate), GREGGIA (se non lavorata e rifinita), BISTOSA (se le pecore vengono tosate due volte all’anno), SALTATA (quando la lana viene lavata sul corpo della pecora facendola saltare in un torrente d’acqua), RIGENERATA o MECCANICA (se recuperata dalla sfilacciatura degli stracci e dagli scarti della lavorazione). La LANA D’ANGORA, invece, si ricava di solito dal pelo del coniglio d’angora. La più diffusa ed importante fibra animale che costituisce il vello di varie razze ovine. Caratteristiche: grazie alla sua particolare struttura e alla fitta ondulazione delle fibre, possiede eccellenti qualità e proprietà, come: igroscopicità (assorbe umidità in peso sino al 30%), forte protezione termica (coibenza), elasticità, resistenza all'usura ed alla fiamma. Impieghi: in tutti i campi del tessile, pura o in mischia con altre fibre. Ne esistono molte varietà, classificabili in base a finezza, lunghezza, colore e lucentezza. E' fatta di tre strati concentrici. Quello esterno (CUTICOLA) è costituito dalla cheratina , una sostanza proteica composta da minutissime scaglie collegate tra loro. Lo strato intermedio è formato da cellule fusiformi al cui carattere sono dovute le proprietà fisiche della lana. Lo strato interno (MIDOLLO) è composto da cellule contenenti aria; nelle lane fini o medio spesse questo strato manca. Il diametro del filamento è misurato in micron mentre la lunghezza lo è in millimetri e dipende dalla razza dell'ovino, dalla sua età, dall'alimentazione e dalle condizioni di allevamento. La lana di TOSA si ricava dalla tosatura dell'animale vivo, quella di CONCIA dalla concia dell'animale morto. Le caratteristiche che distinguono una lana dall'altra sono la lucentezza, la finezza, l'ondulazione, l'arricciatura, la morbidezza, la sofficità, l'elasticità. Le ondulazioni sono più fitte quando la lana è più fine. La lana delle pecore merinos è molto arricciata e fine risultando così pregiata ed utilizzata quasi esclusivamente per l'abbigliamento. Le qualità della lana , oltre a quella primaria di riscaldare, sono: idroassorbenza, idrorepellenza, scarsa elettricità statica, scarsamente infiammabile, resistenza ai piegamenti e docilità alla flessione (resilienza). I difetti più evidenti: l'infeltrimento (risolvibile con trattamenti di irrestrengibilità) e il pilling, cioè la formazione in superficie di piccoli agglomerati di fibra. Il marchio PURA LANA VERGINE indica che non è stata rigenerata, ovvero che non è stata ottenuta dalla sfibratura meccanica di capi di lana usati (questa operazione tende ad accorciare, tagliandole, le fibre e quindi produce un filato meno resistente).
LYCRA
Fibra artificiale molto elastica e resistente alle abrasioni usata nelle realizzazioni di capi di biancheria intima, costumi da bagno, tutine e body.
MANO
Termine tecnico col quale si indica la sensazione tattile che si riceve toccando i tessuti, filati o maglie. Si può quindi parlare di mano morbida, soffice, secca, dura, rigida, dolce, gonfia, voluminosa, scattante, ruvida, molle, sostenuta, ecc.
MERCERIZZATO
Tessuto o filato di cotone sottoposto al trattamento di mercerizzazione per cui diventa più lucente e resistente. II processo, ideato dal chimico J. Mercer, consiste nel trattare il filato o il tessuto con una soluzione di soda caustica.
MERINO
Pregiata razza ovina sviluppatasi nel tempo dall'Oriente Asiatico in Europa, in Australia e praticamente in tutto il mondo. Le pecore Merino producono una lana finissima e pregiata, assai richiesta dall'industria tessile di altissima qualità.
MICROFIBRA
Fibra sintetica. in particolare acrilica, poliammidica poliestere, con titolo della bava inferiore a 1 dtex.
NANCHINO
Tessuto di cotone originariamente fabbricato a Nanchino, città della Cina, di color giallastro. Dicesi anche Nankin.
NOBILITAZIONE
Operazioni di rifinizione che servono per migliorare aspetto e caratteristiche di un tessuto.
OCCHIO DI PERNICE
Tessuto a piccoli punti bianchi.
ORDITO
L'insieme dei fili che formano la parte longitudinale del tessuto [detto anche catena].
ORGANZA
Tessuto in mussola di cotone, seta o fibre sintetiche, sottile trasparente ma sostenuto, usato molto nelle guarnizioni degli abiti da sera e da sposa.
OXFORD
Tessuto in puro cotone, morbido e compatto, in armatura tela a piccolissimi quadrettini, composti di trama con fili bianchi e ordito con fili colorati. Utilizzato per le camicie da uomo.
PETTINATURA
E' un trattamento che segue la cardatura, mediante il quale vengono rimosse le fibre al di sotto di una certa lunghezza. Le altre vengono disposte in maniera uniforme e parallela, mentre vengono ulteriormente pulite da eventuali impurità residue. La pettinatura rende i filati più lisci e più resistenti. E' una lavorazione costosa perché produce molto scarto; si fa quindi solo per filati destinati a tessuti di alta qualità.
POLIAMMIDE
Fibra sintetica che origina il nylon, fibra ottenuta da macromolecole contenenti il gruppo ammidico; la prima fibra sintetica, nota anche come nailon. Usata in filo continuo e fiocco. Caratteristiche: elevata resistenza alla rottura, alla deformazione (ottimo recupero elastico), all'abrasione. Facile manutenzione (lavaggio, asciugatura, non stiro), ottima tingibilità, ingualcibilità. Impieghi: collants e calzetteria: capi leggerissimi, elastici, di buona durata, che fasciano senza stringere, di facilissima manutenzione. Intimo, bagno: capi molto leggeri, di grande comfort (asciugano subito) di facile manutenzione. Abbigliamento femminile: capi soffici, con buona traspirabilità e particolare brillantezza. Abbigliamento sportivo e casual, impermeabili, ombrelli: impermeabilità e durata. Imbottiture, foderami: comfort e facilità di manutenzione. Rivestimento mobili, interni auto: ottimo adattamento alla forma, durata. Moquettes: durata e resistenza, inalterabilità nel tempo, facile pulizia. Possibilità di ottenere manufatti a ritardo di fiamma approvati per l'uso in locali pubblici. Usi tecnici, borse e valigeria, pneumatici, corde, feltri, filtri: leggerezza, grande resistenza (anche alle muffe), facile manutenzione.
POLIESTERE
Fibra ottenuta da macromolecole costituite da polietilentereftalato, disponibile sia come fiocco sia come filo liscio o voluminizzato; prodotto anche in versione flame retardant. Disponibile anche come microfibra. Caratteristiche: elevata resistenza alla rottura, elasticità, ripresa. Buona resistenza all'abrasione. Ingualcibile, "lava-indossa" (si lava facilmente, asciuga rapidamente, non occorre stirare. Adatta ad impieghi in puro oppure in mischia con cotone, lino, lana, seta, viscosa, ecc. Resistente alla luce. Impieghi: abbigliamento in genere, abbigliamento sportivo e casual; impermeabili, abiti da lavoro: lunga durata, indeformabilità, irrestringibilità, ingualcibilità, mantenimento della piega, facilità di manutenzione. Abbigliamento serico femminile, lingeria e abbigliamento intimo; foulards e cravatte: inoltre, mano, drappeggio ed aspetto serico, gradevole da indossare. Tendaggi, biancheria per la casa, foderame, rivestimento mobili, tappezzeria, interni auto: durata, facilità di manutenzione, resistenza alla luce, all'umidità, ai microrganismi. Imbottiture (per indumenti e corredo casa): inalterabilità dello spessore della falda; non degrada nel tempo, termocoibenza costante, indifferenza ai microrganismi, facilità di manutenzione. Usi tecnici, tessuti spalmati, borse e valigeria, feltri e filtri: inalterabilità, leggerezza, durata. Applicazioni medicali.
RIGENERATO
Si dice di filato o di tessuto fatto con lana rigenerata, ossia ricavata da ritagli di sartoria e da indumenti usati.
RITORCITURA
Si esegue dopo la filatura, con lo scopo di ritorcere insieme due o più filati. A seconda del numero dei fili utilizzati, il filato si definisce a uno o più capi. L'operazione è compiuta da due macchine, la binatrice, che unisce due o più filati, e il ritorcitoio , che torce i fili una volta che siano stati uniti. Un filato ritorto è più robusto di un altro unico; i tessuti che ne derivano sono quindi più resistenti.
SETA
Fibra tessile prodotta dal baco da seta o filugello. Può essere: greggia o tratta, costituita dai filamenti continui (lunghezza m. 800) che si ottengono dipanando i bozzoli; Schappe o Fioretto, detta anche terzanella, costituita dai cascami provenienti dai bozzoli avariati e da altri scarti; Bourette, peluria proveniente dai cascami della lavorazione; Cruda, se non sottoposta a sgommatura; Addolcita o semicotta se sottoposta a leggero lavaggio in acqua calda; Cotta, se sottoposta a trattamento più energico, in acqua bollente, per togliere tutta la gomma o sericina; Caricata, se sottoposta a trattamento con sali per renderla più pesante.
SINTETICHE
Fibre tessili ottenute attraverso procedimenti di sintesi chimica (Polimerizzazione) sulla base di varie materie, tra cui principalmente i sottoprodotti della distillazione del carbone e del petrolio. Si producono sotto forma di filamenti continui o di fiocco. Vengono classificate in: Poliammidiche (Lilion, Nailon, Perlon), Poliestere (Dacron, Terital, Terylene), Poliviniliche (Movil, Meraklon, Politene, ecc), Poliacriliche (Acrilan, Orlon, Leacril, Permalon). Etc
TITOLAZIONE
Operazione che determina il titolo di un filo o di un filato. Non essendo possibile misurare direttamente la sezione di una fibra perché facilmente deformabile e il più delle volte non circolare, si ricorre al titolo per caratterizzarne la finezza.
TITOLO
Rapporto tra il peso e la lunghezza dei filati. Numero che esprime la finezza di un filato, con simbolo specifico per tipologia.
VIGOGNA
Termine derivante dall'animale omonimo, ma con il quale, nel caso specifico, non ha niente a che fare. Di fatto indica un tessuto cardato, di peso medio prevalentemente in tinta unita grigia, fortemente follato, fabbricato di solito con lana rigenerata o con scarti della lavorazione.
VISCOSA
Sostanza viscosa ottenuta dalla cellulosa sottoposta a trattamenti fisico – chimici con solfuro di carbonio e soda caustica, dalla quale si ricavano le fibre artificiali detta raion viscosa.
